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Basket femminile a ruota libera, Spunti di discussione - tipe - partite viste
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alias M.B., il Comitato, Meurlock Holmes

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ABOUT A GIRL Giocatrici sul campo (e a volte anche fuori) - L'importante è che se ne parli - clicca per la sigla
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Incontri ravvicinati del… Sesto tipo (Maiorano & Martinez)

1. parte

E’ passato un po’ di tempo, ma volevo raccontare di una giornata un po’ strana, una di quelle che dimostrano come la vita sia una metafora del basket.
Era il 24 giugno, due giorni dopo le sconfitte al ballottaggio delle elezioni comunali e in quello delle provinciali (rispettivamente con scarti dell’1,4% e dello 0,8%, come perdere di 1 sulla sirena) :woot: che mi avevano lasciato in uno stato di totale prostrazione psicofisica… A ciò si era aggiunto un altro motivo che non sto a dire, anche perché due giorni dopo si è rivelato inconsistente, ma che al momento aggravava il quadro. Sarà stato anche il caldo dell’estate appena iniziata, che quando ti arriva addosso di sorpresa ti dà un po’ alla testa…
Non era come altre volte che magari sei incazzato nero (tipo adesso dopo l’eliminazione al torneo di Binzago), oppure schifato del mondo, ma almeno vivo e con voglia di riscatto o di fare il culo a qualcheduno. No, no, proprio un abbattimento totale, come chi rantola al suolo dopo aver preso 100 bastonate.

Fatto sta che quel giorno lì, avendo qualche ora di anticipo su quello che dovevo fare, inizio a vagare con la macchina, senza una meta precisa, svariando tra tangenziali, svincoli e stradacce di periferia.
Alla fine, quasi per caso, mi ritrovo a San Maurizio al Lambro, la frazione di Cologno Monzese dove abitava Natalino Carzaniga.
Inevitabili i ricordi un po’ tristi, ripensando al funerale che era iniziato col raduno davanti a casa sua e poi con la cerimonia nella chiesa del paese e infine con la processione al cimitero; ma anche lieti, visto quel che successe dopo, con i playoff vinti dal Geas e poi l’A1 eccetera.
Passato un po’ di tempo a leggere American Superbasket nel parco che si arrampica su una collinetta (presumo artificiale) sovrastante San Maurizio, da cui si può ammirare lo squallido panorama dell’hinterland nord di Milano, me ne vado a mangiare in un ristorante d’alta classe, ovvero un fast food all’interno del centro commerciale Vulcano al confine tra Sesto S. Giovanni e Cinisello, dove – giusto perché il basket non mi lascia mai in pace – scorgo un mio alfiere al torneo di Binzago, Max Guerrato, fresco vincitore dei playoff di C1 con Saronno.

Essendo ormai quasi l’ora di andare a fare quel che dovevo fare, ripiglio la macchina e prendo viale Italia di Sesto, quella che prendevo per andare al PalaFalck ai tempi gloriosi dell’A2 del Geas. Però stavolta non devo andare lì ma più in centro, allora svolto a destra in una via di cui non mi ricordo il nome. In giro, manifesti di Penati e del suo vittorioso rivale Podestà girano il coltello nella piaga delle provinciali. E poco consola che nella confinante Cinisello, casa delle partite del Geas, il ballottaggio è andato bene. L’atmosfera è quella di un “day after” post-nucleare.
Fa abbastanza caldo nella macchina perché sono tipo le 14.45 e non c’ho voglia di accendere l'aria condizionata. Allora forse è un miraggio quella tipa che vedo a un certo punto di spalle, poco più avanti che cammina sul marciapiede, capelli scuri e lunghi, fisico imponente, un’energum… :blink: ehm, statuaria, volevo dire. Non mi ricordo com’era vestita perché sono pessimo per ‘sti dettagli, ma le braccia fanno abbastanza paura.
Quando le passo di fianco noto chi è: “Figa, è proprio lei, va’ che combinazione”, penso. Ovviamente è Masha Maiorano, con la quale per puro caso la sera prima avevo avuto una discussione per via telematica, inquantoché diceva di essere incazzata con me per un presunto intervento a sproposito.
Non è che fosse un commovente incontro dopo lungo tempo: ci si era visti appena 3 sere prima all’inaugurazione della nuova palestra di Binzago, dove tra l’altro m’ero tirato addosso ‘na jettatura dicendo che per il torneo preferivo avere una Frantini a mezzo servizio che una qualunque a servizio intero... infatti poi non l’ho avuta per un c..., la Miky nazionale, che alla fine di quella settimana mi avrebbe comunicato il forfait causa fascite plantare. :( :(

Va be’, comunque vedendo Masha lì per strada a Sesto, la chiamo e mi raggiunge pochi metri più avanti dove piazzo la macchina in fermata più che momentanea, e mi spiega che sta andando a far palestra, e che non abita più dove abitava prima ma lì vicino a dove siamo, e iniziamo a parlare di basket e anche un po' del resto, tipo del suo nuovo piercing alla lingua (sigh) e di bambini piccoli, perché ogni tanto lei tiene la sua nipotina di due anni.
Dopo il mio immancabile sfogo politico (non sto a dire da che parte sta lei, comunque la politica non la scalda più di tanto, saggiamente), e archiviati gli inutili discorsi sulla famiglia, si passa a discorsi più seri.
«Allora, che news ci sono per l’anno prossimo?», chiedo.
«Ancora niente, sto iniziando a preoccuparmi», fa.
«E dai, altre volte ti è capitato di trovare squadra a luglio inoltrato...», provo a rassicurare.
«Sì, però quest’anno c’è davvero poco in giro. Certo che è un peccato, dopo aver giocato bene a Umbertide...»
«E certo, scoccia... Se vuoi faccio una campagna mediatica di rappresaglia».
«Ma va’ là... Speriamo bene, piuttosto».
«Speriamo, se no c’è il rischio che devi andare a lavorare sul serio».
«Che simpatia, oh!», mi gela. :cry:

Poi non potevamo non finire a parlare del torneo di Binzago, che comincerà di lì a una settimana. «Ridendo e scherzando, è già il quinto anno che lo faccio», dice.
«Veramente è il sesto», la correggo.
«Come passa il tempo», filosofeggia.
«E certo, stiamo invecchiando. Soprattutto io, che sono vecchio dentro», contro-filosofeggio.
«Già, è stata nel 2004 la prima volta al torneo», ammette.
«Yeah, ti ricordi? Ti sei autoconvocata in squadra, ero in un supermercato a fare la spesa, mi arriva ‘sta telefonata, che stavo cercando disperatamente qualcuno per il torneo, e tu ti offri così, su un piatto d’argento, perché avevi letto l’annuncio su Basketcafè… e mi hai chiesto se la nostra era una squadra decente», e mi lascio andare agli struggenti ricordi, come un fiume in piena: «E poi quando sei arrivata là al torneo la prima volta, hai chiesto se c’era in giro qualcuno di famoso oltre a te... impagabile».
«E’ vero... Ma non è che fingo, eh... Sono fatta così».
«Lo so, lo so, figurati...»
«Comunque bisogna dire che mi sono calmata, ultimamente».
«Be’, ma non è che prima fossi fuori controllo... Eri solo un po’ esuberante».
E via così, sull’onda; il primo anno eravamo arrivati ultimi e derisi... ma l’anno dopo abbiamo vinto il torneo. Però dopo un altro anno mi ha mollato per andare nella squadra di Paperinik.

E allora si parla dell’imminente edizione, in cui ciascuno di noi due ambisce più o meno esplicitamente a portare a casa tutto (lei da giocatrice, io da gestore di un’altra squadra) e quindi a battere l’altro... Così persino la grande Masha Maiorano e l’insipido Meur hanno qualcosa in comune. Sicché penso che mi piace di lei che non fa differenze tra un torneo estivo e la stagione agonistica, prende tutto sul serio, pure le classifiche avulse o i roster delle squadre più scarse. Cosa vuol dire “è solo un torneo” o “si gioca per divertirsi”? Se uno partecipa, deve prenderlo come se la sua vita dipendesse dall’esito del torneo. Poi è chiaro che alla fine si volta pagina, ma questa è la mentalità. -_-
In quel momento, certo, non sapevamo che ci avrebbe accomunati anche il fiasco a Binzago 2009... fuori nei quarti tutti e due, io senza Frantini e abbandonato da metà della squadra nella partita decisiva, lei eliminata senza gloria pure nella gara di tiro da 3... Altro che sfidarsi in finale.
Ma almeno, a inizio agosto, quando ormai l’A1 sembrava persa, per lei sarebbe arrivata Napoli.
«Oh, ma... alla fine cosa stai facendo, qui a Sesto?», mi fa.
«Eh, sto andando alla sede del Geas... presentano Nuria Martinez».
«Ah, giusto... Me la saluti?»
«Già, che avete giocato insieme a Schio... ma parla italiano?»
«Sì, abbastanza bene... è molto simpatica, comunque».
«Ok, te la saluto. Ciao, tipa».

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Sesto trasuda politica: queste due scritte campeggiano sulla recinzione di un cantiere di fronte al PalaFalck, gloriosa magione del Geas.


2. parte

E così, parzialmente tirato su dall’inatteso incontro, vado alla sede del Geas per ‘sta presentazione di Martinez. La sede del Geas, intesa come polisportiva, non solo del basket, sta nel seminterrato di un condominiazzo anni ’50 in viale Marelli, uno stradone alberato di Sesto che potrebbe tranquillamente essere Milano (del resto la metropoli inizia a un chilometro scarso da lì). Fino a qualche anno fa, Masha abitava praticamente di fronte.
Tra i primi che incontro entrando c’è il padrone di casa Nonino. Il quale mi fa vedere una foto appesa in corridoio, nella quale c’è una donna che non mi ricordo più che sport facesse, ma che, mi spiega il grande vecchio del Geas, è la moglie di quel Podestà che ci ha appena fottuto la Provincia. :angry: Il quale Podestà pare che fosse pure lui un tesserato Geas o qualcosa del genere (anche qui ho rimosso i dettagli per odio). Ci sfoghiamo per la sconfitta: bizzarra solidarietà tra un cattolico e un comunistaccio di vecchia data.
«Pensa che abbiamo perso pure le comunali da me… Per l’1,4%...», mi sfogo.
«Porco D…!», :amen: commenta.
Buon vecchio Nonino: niente solidarietà pelosa o irritanti analisi sulla crisi della sinistra: no, lui tira un bestemmione, l’unico vero commento quando perdi così, in politica o sul campo.
Eccoci ora nella sala riunioni, nonché sala trofei. Ci sono società che esibiscono con orgoglio due o tre coppette vinte in tornei di paese. Qui ogni parete gronda coppe, persino sugli stipiti delle porte le hanno dovute mettere, fascinose bacheche in legno anni ’60 ospitano trofei in doppia e tripla fila. Impressionante, anche se insieme alle coppe vinte dal basket ci sono pure quelle degli altri sport. Ma ora c’è da salutare l’ospite d’onore.

Nuria Martinez è lì insieme al fidanzato, pure lui spagnolo, o forse meglio dire catalano, visto che lei è di Barcellona, di secondo cognome fa Prat che è anche un sobborgo del capoluogo. Devo dire che non ho ancora conosciuto uno spagnolo antipatico, ma lei sorprende per come mette subito tutti a loro agio: sorridente, simpatica, italiano un po’ artigianale ma decisamente apprezzabile dopo neanche un anno di stanza da noi. :yes: A tenerle bordone lì ci sono le compagne Marticrippa e Manuzanon, mentre in mattinata è stata in giro e poi a pranzo con capitan Frantini, fresca di riconferma. Le porto i saluti di Maiorano e lei s'informa se ha trovato contratto. «Nada», rispondo.

La conferenza stampa non è che si possa definire affollatissima, ma è anche logico visto il periodo dell’anno, e poi a ben pensarci non so quanti giornalisti vadano in media alle presentazioni di giocatrici… Per un dettaglio sulle domande vedi il comunicato di Jacopo Cattaneo (clicca qua), l’addetto stampa del Geas che era carico a pallettoni e appena Martinez ha finito di presentarsi l’ha tempestata con una raffica. :o:
Ovviamente la domanda d’obbligo era su come si sente a venire dopo Penicheiro. Perché è chiaro che sarà una pietra di paragone parecchio scomoda, visti i miracoli che ha fatto la Divina Ticha nel suo anno al Geas, nonostante il grande Roberto Lurisi le abbia dato solo 7 nella pagella stagionale. Martinez che ha detto al riguardo? Che è uno stimolo e non una pressione venire dopo Penicheiro; che non ha la sua stessa abilità negli assist, ma è una giocatrice di squadra, sa difendere e attaccare in base a ciò che serve; gli piace un allenatore che la lascia decidere in campo. Sul versante “velluzziano” da notare che si definisce timida fuori dal campo, ha due cani e a Schio ha imparato a fare i patchwork (non ho idea di cosa siano e nemmeno m’interessa saperlo).

Considerazioni superficiali nostre: indubbiamente è una giocatrice di valore assoluto, ha vinto 3 medaglie europee, giocato Olimpiadi e Mondiali, vinto la Fiba Cup o come diavolo si chiama, ecc. ecc.: se è a posto fisicamente e le viene data la bacchetta del comando non c’è motivo per cui non dovrebbe rendere, gli unici problemi sono appunto il fatto di venire dopo Penicheiro, ovvero “il miglior play del mondo” come veniva definita dal Geas, quindi se ciò è vero è giocoforza che nel cambio ci si perde; e poi che sebbene sia stata definita come una che ha più punti nelle mani rispetto a Penicheiro, e quindi può giocare da guardia a fianco di Arturi meglio di come funzionasse Ticha, francamente le sue cifre degli ultimi anni non paiono supportare ciò. Il difetto del Geas dei pochi punti nella posizione di guardia, e difesa difficoltosa sulle americane dai garretti di caucciù, rischia di rimanere irrisolto. :unsure: Ovviamente stiamo parlando nell’ottica di un obiettivo ambizioso come quello che Roberto Galli ha delineato nella medesima conferenza stampa (ovvero confermare e possibilmente migliorare il piazzamento dell’anno scorso).

La presenza di Crippa e Zanon ha dato l’occasione di parlare anche di nazionali. Zanon, appena tornata dagli Europei in Lettonia e pronta a partire per i Giochi del Mediterraneo: «Prima di iniziare avremmo fatto la firma per la finale 5° posto, chiaro che per come è andata con la Grecia resta un rammarico. Forse ci siamo sentite a posto troppo presto. Comunque abbiam fatto bene, si è creato un bel gruppo, contro la Lettonia è stato un miracolo. Individualmente avrei voluto giocare meglio: ho trovato difficile rendere in pochi minuti d’impiego».
Crippa, sugli Europei Under 20: «Intanto spero di essere nelle 12, che non è detto (Galli ha ironizzato al riguardo, ndMeur), speriamo di far bella figura, obiettivo non retrocedere, giocare di gruppo, non ci sono fenomeni». Insomma un po’ di comprensibili frasi fatte da parte della ragazza, più interessante la frecciatina finale della veterana. <_<

Dopo le foto di rito a Martinez con la nuova maglia, è già ora di saluti e baci (meno di 40 minuti la durata del tutto; in generale, pur essendo apprezzabile l’italiano di Nuria, forse un appunto è che si poteva utilizzare l’inglese per i discorsi più complessi, o direttamente o usando il g.m. italo-scozzese Merucci come interprete, ma va be’), sicché avendo ancora un po’ di tempo prima di tornare a casa, ne approfitto per passare da un mio amico a pigliare la vhs della finale di Eurolega femminile, Spartak-Salamanca, di un paio di mesi prima (l’avevo vista in streaming ma a spizzichi e bocconi), previa una birretta in un Burger King di periferia vicino alla Certosa di Garegnano, mentre l’amico in questione sta al Gallaratese, ovvero all’estremità nord-ovest di Milano dopo esser partito da San Maurizio al Lambro che sta all’estremità nord-est. Ma per fare incontri ravvicinati del… Sesto tipo, oltre che per scordare la politica, ne val sempre la pena.

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Crippa, Zanon e Martinez; di spalle il gm Merucci.

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Una piccola parte delle coppe in mostra.

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Nuria Martinez mostra la maglia tra il gm Merucci e coach Galli.

NOTA: nella scorsa puntata, un paio di mesi fa, avevamo elogiato le doti di combattente di Sara Ghirardi, ala di Canneto in B2. Non pensavamo che poche settimane dopo avrebbe dovuto mollare il basket, almeno così pare, per l’emergere di un serio logoramento della cartilagine delle ginocchia. Speriamo che non sia uno stop definitivo.

** NOTA DEL 9/9: QUESTA E' L'ULTIMA PUNTATA DI ABOUT A GIRL (DELLA STAGIONE O IN GENERALE, SI VEDRA'. L'INDICE ALL'INIZIO DI QUESTO POST RIMANE QUINDI COME INDICE GENERALE DELLA RUBRICA **




Edited by meursault - 9/9/2009, 01:36

Archivio 2008/09: About a girl - Bollettino lombardo - E se c'ero dormivo - Peluche League

Il torneo di Binzago su Webbasket - Il blog del torneo di Binzago

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Magic Johnson vs Larry Bird, anni '80 - Nikos Galis e la Grecia campioni d'Europa 1987 - Larry Bird vs Dominique Wilkins, semifinali di Conference 1988 - Drazen Petrovic 62 punti nella finale di Coppa delle Coppe 1989 - Christian Laettner, "the shot" contro Kentucky, finali Regionals 1992 - Il Dream Team alle Olimpiadi di Barcellona 1992 - Hakeem Olajuwon devasta David Robinson, finali di Conference 1995 - Jugoslavia-Lituania, la finale psicodramma, Europei 1995- Dejan Bodiroga tiro da scudetto per Milano, finale 1996 - Sasha Danilovic gioco da 4 punti, finale scudetto 1998 - Maicool Geffriii Jordaaaan! , finali Nba 1998 - I Lakers da -15 contro Portland, gara-7 finali di Conference 2000 - Vince Carter sopra Frédéric Weis, Olimpiadi di Sydney 2000 - Big Shot Horry allo scadere contro i Kings 2002 - Tracy McGrady 13 punti in 35 secondi 2004 - "Balto agori mou": la tripla di Diamantidis, semifinale Euro 2005 - Il Redeem Team riporta a casa l'oro olimpico, 2008 - LeBron James e Kobe Bryant, miracoli sulla sirena, maggio-dicembre 2009 - I tifosi greci quando cantano - Masha Maiorano al torneo di Binzago
THAT'S WHAT BASKETBALL IS ALL ABOUT


M. Biffi, Anzivino, Cissé, Guerrato, F. Carrea, Vendramini, Ventura, Meursault, M. Maiorano, Ntumba, Rovida, Angelo, Rigamonti. Allenatore F. Leoni.
Dark Side @ Torneo di Binzago, 2-17 luglio 2005. La squadra mista più forte di sempre.
 
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Sara Ghirardi, ala di Canneto è data in arrivo ad Alpo ..........

Il reggiseno è uno strumento politico : separa la destra dalla sinistra, solleva le masse e attira i popoli
 
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CITAZIONE (sguizzo @ 12/8/2009, 16:07)
Sara Ghirardi, ala di Canneto è data in arrivo ad Alpo ..........

Allora la cartilagine è risorta... :fischia:

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CITAZIONE (meursault @ 12/8/2009, 16:08)
CITAZIONE (sguizzo @ 12/8/2009, 16:07)
Sara Ghirardi, ala di Canneto è data in arrivo ad Alpo ..........

Allora la cartilagine è risorta... :fischia:

ormai si sente tutto ed il contrario di tutto ........................

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Meur, la ragazza nella foto è Laura Podestà sorella di Guido, nuotatrice di valore europeo, Guido invece per noi ha nuotato e giocato a pallanuoto.
 
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CITAZIONE (meursault @ 12/8/2009, 01:14)
Interessante intervista di Roberto Lurisi al mito degli anni '80 Marinella Draghetti:

CITAZIONE
Perchè Marinella Draghetti è diventata la più grande campionessa della pallacanestro parmigiana, arrivando alle gioie della Nazionale compresa una partecipazione alle Olimpiadi, si capisce bene da quel suo continuo utilizzare il «noi» per tutta la durata dell’intervista. Noi, secondo il giusto spirito sportivo delle squadre in cui giocava e di cui è stata spesso la grande solista.
Noi, come vuole lei stessa che sia anche oggi con i suoi 38 dipendenti nella ditta ereditata dal padre Ferdinando, la Ma-Cri di San Polo di Torrile, dove quel «Ma» corrisponde proprio alle prime due lettere del suo nome.
Un segno che resterà come tutti quelli che ha lasciato nella sua ultraventennale carriera.

La scelta
«Mi sono orientata verso la pallacanestro perché a Viarolo, dove ho iniziato a 13 anni, le ragazze che giocavano a basket erano più simpatiche rispetto a quelle che praticavano a pallavolo. Io giocavo già a pallavolo ma quelle del basket erano più di campagna, come ero io, ed erano dei “maschiacci” come me. Poi ero già alta e questo ha fatto il resto perché all’inizio erano tutte un po' piccoline. Infatti cercavano una ragazza di una certa altezza per poter competere con le altre squadre. Forse se mi fossi dedicata alla pallavolo, sarei stata brava anche lì, ma non ho la controprova. Comunque il basket era nel mio destino perché ho sempre preferito e preferisco tuttora gli sport dove c'è contatto fisico».

Basket Parma
Non ci mise molto a farsi notare per fisico, talento naturale e per i costanti miglioramenti sul piano tecnico frutto del lavoro capillare dei suoi istruttori Zardi e Muzzi. Così l’approdo al Basket Parma, la realtà al femminile più importante della città, divenne automatico, anche se in questo caso, come tante altre volte, la scelta fu condizionata dalle situazioni del momento: «Restai a Parma perché avevo il ragazzo qui e non volevo allontanarmi. Al Basket Parma arrivai subito in prima squadra.
Giocai subito moltissimo, sebbene il coach di allora Gierardini mi dicesse che non mi avrebbe utilizzato più di tanto.
Invece alla fine ero sempre in campo per quaranta minuti e mi rendevo conto che non poteva fare a meno di me. Il primo anno fu duro perché non ero abituata all’ambiente delle grandi. Poi ho capito, per esempio, che una come Tiziana Dodi brontolava sempre, ti attaccava, ma era una gran brava ragazza.
Mi dovevo solo abituare al loro carattere e modo di fare. Invece una come Renata Parenti era incredibile già allora per la simpatia che sprigionava. Comunque sono anni che ricorderò sempre volentieri».
Meno volentieri ricorderà forse la sua seconda parentesi al Basket Parma, anche se arrivò una delle vittorie più belle come la Coppa Ronchetti del 1990: «Ero andata via non per mia scelta, ma per necessità economiche.
Avevo idealizzato troppo il mio ritorno ed invece sono rimasta delusa da tutto quanto».

Basket di una volta
«Per noi giocare era soprattutto un divertimento.
Ora non è più così»

Gli uomini
Hanno spesso avuto un ruolo determinante sia nella vita che nella carriera. In primis la figura del padre: «Si lamentava perchè giocavo a basket, poi però era contento dei miei risultati. Ad un certo punto si è ritrovato a dare una mano anche per comprare qualche giocatrice del Basket Parma». Poi Stefano Tommei, il primo marito, con il quale ha condiviso tanti anni nello sport e nella vita: «Direi che siamo stati per poco tempo fidanzati e quasi subito siamo diventati marito e moglie. Questo sicuramente ha condizionato diverse situazioni. Ad esempio quando andai via da Parma seguii lui. Non è stato semplice perché con la storia che stavamo assieme, diventavo automaticamente il primo obiettivo di ogni arrabbiatura.
Non potevo avere vantaggi perché le mie compagne non dovevano pensare che io sfruttassi questo rapporto, ma per assurdo ero quella trattata peggio. Con il tempo mi sono abituata a gestire la situazione e non farmi condizionare.
Poi tutto è finito anche sul piano personale e rimane la convinzione che non sono stata io a giocare in determinate ed importanti realtà perché lui era l’allenatore, ma al contrario lui allenava lì perché ci giocavo io». Quindi il secondo marito Stefano: «Tanto per non fare gaffe con il nome» ed i figli Andrea, Samuele e Filippo: «Avrei voluto che almeno la prima fosse una femmina».

Le Olimpiadi
Quella del 1980 a Mosca rimarrà la sua unica Olimpiade: «Avevo solo 19 anni ed ero convinta che ne avrei disputate altre. Bellissima per alcune cose ma alla fine non l’ho vissuta con grande partecipazione. Ero giovane, un po' ingenua, e poi quella fu l’Olimpiade del boicottaggio, tanto che eravamo controllatissime nei movimenti. L’Italia non partecipò alla sfilata inaugurale e questo tolse l’emozione di essere parte di un grande evento. Però nell’Italia maschile c'erano Marzorati, Meneghin e tanti altri grandi giocatori che io avevo sempre sognato di poter vedere da vicino. Questo non potrò davvero dimenticarlo!».

Il basket oggi
Il rapporto con la pallacanestro è rimasto ma non in maniera viscerale: «Da cestista non mi sono sentita realizzata, anche perché ho sempre preteso molto da me. Potevo impegnarmi di più, mentre adesso con la famiglia lo sono. Poi faccio fatica ad appassionarmi anche al basket maschile. Troppi stranieri!».
C'è il legame dato dai figli, il primogenito Andrea gioca nel Cus. C'è il rapporto con la Libertas, la società che gestisce: «Ma ho davvero poco tempo».
E c'è l’idea che molte cose sono cambiate: «Tante ragazze di oggi pensano che tutto sia dovuto. Per noi andare in palestra era sempre un divertimento». E non mancano le critiche: «A Parma non sono mai state create le situazioni giuste per chi voleva continuare a giocare a basket anche solo per divertirsi ».

Forse è solo un'impressione, ma mi pare che spesso le ex giocatrici guardino al passato con più amarezza che soddisfazione. Non mi vengono in mente però altri casi, così sui due piedi. :unsure:

Mica male la stoccata all'ex marito Tommei...

(IMG:http://www.familabasket.it/cache/images/hi...s/155_photo.jpg)
Un Famila Schio del 1983/84 con Marinella Draghetti.

Certo che signori nasce, anche in quel di Parma.......

Cyrano - Infine converrai così son combinato spiacere è il mio piacere amo essere odiato
Le Bret - Se tu lasciassi indietro l’animo moschettiero la fortuna e la gloria….
Cyrano - Sai dirmi in che maniera?
Andar sotto padrone?
Cercarsi un protettore?
E come l’oscura edera all’albero tutore s’appoggia rampicandosi, leccandone la scorza, potrei salir da furbo e non invece a forza? No grazie!
Dedicare in ogni scartafaccio dei versi ai finanzieri, buttarsi in un pagliaccio sperando di vedere sul labbro di un ministro lo sguardo di un sorriso un po’ men che sinistro? No grazie!
Banchettare ogni giorno da un pidocchio aver il ventre logoro dalle marce, il ginocchio più prontamente sporco nel punto in cui si flette? Rendermi primatista in dorso piroette? No grazie!
Riconoscer talento ai dozzinali plasmarsi sui giornali e vivere sognando “Oh sento già il mio stile percorrere le bozze del mercurio mensile?” No grazie!
Fare calcoli tramare arrovellarsi? Preferire una visita a un paio di versi sparsi? Stendere delle suppliche o farsi commendare?
No grazie! No grazie! No grazie!
Ma cantare, sognare, ridere splendido da solo in libertà aver l’occhio sicuro, la voce in chiarità, mettersi se ti va di sghimbescio il cappello, per un si o per un no far un’ode far un duello, fantasticare a caccia non di gloria o di fortuna su un certo viaggio a cui si pensa sulla Luna.
Se poi viene il trionfo ebbene fatti suoi ma mai mai diventare un come tu mi vuoi e se quercia o tiglio davvero non si è se vuoi non proprio in alto ma farcela da sé.

Cyrano a Le Bret
 
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IL BOLLETTINO LOMBARDO
dall'A1 alla B1 (e scampoli di B2), cose che succedono nella regione longobarda - 45. puntata
precedenti: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 -20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44

SUMMERTIME EDITION


Agosto, mercato mio ti conosco (ma siamo in semi-pausa)

Squadre

Comense bidonata da Slavcheva che rimane incinta: e mo’ sarà duro sostituirla. :woot: Brutto colpo per Como. Cicogne assai impegnate in Lombardia negli ultimi tempi, visto che pure Roberta Colico ed Elisa Fumagalli di Costamasnaga (per non parlare di Lija Kuzmaite) sono in dolce attesa.

Crema ha chiuso il mercato facendo tornare Boschetti da Alpo.

Valmadrera ha preso in prestito Valentina Gariboldi da Biassono.

Vittuone prende Selmi da Rho (retrocessa in B2, ricordiamo) che risponde strappando Rigamonti a Carugate (e confermando il prestito di Colombera dal Geas). Dunque Carugate costretta a tornare sul mercato in cerca di una lunga, ruolo che serve tuttora anche a Biassono e a Varese.

Costamasnaga in cerca di esterne: obiettivo Martina Monticelli?

Geas: non c’entra col mercato, ma da notare che nel numero di Superbasket prima della pausa estiva, Martina Crippa è premiata da Roberto Lurisi come esordiente italiana dell’anno. Un altro riconoscimento per la ventenne sestese. Nello stesso articolo, Tillis inserita nel quintetto ideale della stagione, Penicheiro ritorno dell’anno.
Per il settore giovanile presa Zandalasini, la ’96 dell’Oltrebasket Broni che viene definita il miglior prospetto della sua annata, non so se a livello lombardo, italiano o financo mondiale.

Giocatrici

Masha Maiorano: Napoli! È la sua sesta squadra di A1 in 6 anni. :yes:
Selene Marulli: quasi certo Alpo.
Lalla Gorla: Virtus Spezia.
Emma Pini: Riva San Vitale, A1 svizzera (come abbiam già visto nei giorni scorsi).

Dove vanno? Antonella Contestabile, Claudia Cavenaghi, Cristina Bonalumi e la già citata Monticelli. Comunque i nomi noti a spasso stanno riducendosi di settimana in settimana.


New coaches: interviste a Tiziano Gualtieri e Andrea Piccinelli

I due movimenti più interessanti nel mercato allenatori milanese sono stati l’arrivo di Gualtieri a Milano al posto dell’uomo-promozione Stefano Fassina, e il conseguente approdo di Andrea Piccinelli per sostituirlo a Biassono. Qui di seguito le rispettive interviste rilasciate, in esclusiva globale, alla Prealpotta nelle scorse settimane.

:leggere: Tiziano Gualtieri è pronto a prendere il timone del Sanga Milano. Dopo l’avventurosa salvezza a Biassono, comunque in linea con l’obiettivo societario (e valorizzando giovani come Galbiati, Zucchi e Mandelli), l’esperto neo-coach dell’ambiziosa matricola di A2 targata Sea Logistic sa di avere ora ben altre prospettive: «Siamo in dirittura d’arrivo con la campagna acquisti (ufficiale il rinnovo del prestito di Gatti da Varese; per l’ultimo tassello favorita la comasca Silva sull’ex-Ancona Molinari, ndr), ma possiamo già dire che non ci nascondiamo: la squadra punta subito in alto, non solo in campionato ma pure in Coppa Italia, alla quale teniamo. Anche se, per le gerarchie, bisogna aspettare che termini il mercato delle altre squadre; e va considerato che quest’anno ci sarà solo una promozione su tutta l’A2. Ma la sensazione è che il probabile ridimensionamento di Udine e Reggio Emilia, lo spostamento di Lucca nel girone Sud e l’addio di Cavezzo ci rendano più facile la scalata alle prime posizioni. In un panorama critico, la nostra è una delle poche società che hanno potuto operare più in entrata che in uscita. Sulla qualità dell’organico non ho dubbi».

Può essere rischiosa la convivenza fra un trio di esterne come Gottardi, Fumagalli e Barzaghi?
«Non sono preoccupato, sono persone intelligenti che sapranno guardare prima di tutto all’obiettivo comune. Difficilmente qualcuna giocherà più di 30’ a partita, ma dai colloqui che ho avuto con loro, è emerso che vogliono prima di tutto vincere, e allo scopo sono disposte a sacrificare qualcosa a livello individuale».

Sulla straniera, la lettone Lisnere (che ha fatto una fugace apparizione, ingiudicabile, al torneo di Borgonovo), qual è la sua impressione?
«Non è probabilmente una realizzatrice, ma con compagne così non ci serviva una mangiapalloni, e lei è giovane, ha buon fisico, corre, e mi pare anche allenabile. La sua formazione americana è una garanzia».

In una squadra ambiziosa, quanto spazio potranno avere le giovani di casa, esordienti in A2?
«Giunzioni la vedo già pronta per un ruolo da “collante”, quello che ha fatto anche l’anno scorso: non tanti punti, ma difesa, rimbalzi, energia. Pastorino è più da scoprire, visto che nella passata stagione giocava pochi minuti; la vedo come cambio naturale di Lisnere, da ala grande. Minuti mi auguro ce ne siano per tutte, anche per altre “under” in rosa (il Sanga punta a inserire un altro paio di giovani, utili anche per l’U19, ndr)».

Allenare a Milano è uno stimolo particolare?
«Senza dubbio: anche perché è qui che ho iniziato tanti anni fa, prima nelle giovanili e poi come vice nella prima squadra, sia pure in una società diversa, quindi è un ritorno alle origini. C’è la sfida di riportare una piazza storica nella massima serie, le aspettative sono alte ma è giusto così: non si gioca per partecipare…»



:leggere: Andrea Piccinelli a Biassono. Dopo 11 stagioni nelle giovanili della Comense – dove ha conquistato uno scudetto (nel 2007 con le Under 16) e tre secondi posti, oltre alla recentissima promozione in B1 con i prodotti del vivaio nerostellato in doppio tesseramento a Cantù –, Piccinelli è pronto a rimettersi in gioco, rilevando l’eredità di Tiziano Gualtieri. «A Como hanno fatto altre scelte – spiega -, sicché quando mi ha chiamato Biassono, un club altrettanto importante, con progetti seri, l’ho considerato un onore e spero di ripagare. Qui si punta molto a valorizzare le giovani, la mia specialità, con un gruppo U19 tra i migliori d’Italia (stanno per aggiungersi la ’92 Reggiani da Usmate e la ’93 Ravelli da Vittuone: trattative in dirittura d’arrivo, ndr), che allenerò in prima persona e che è pronto a dare molto anche alla prima squadra. Penso che in A2 potremo fare bene, con un mix tra esperienza e gioventù».

Da esordiente nella categoria, quali adeguamenti serviranno al tuo modo di allenare?
«Di sicuro dovrò calarmi nella nuova realtà, ma cercherò soprattutto di essere me stesso, senza farmi troppi problemi, io come le ragazze. All’inizio ci vorrà pazienza e un po’ di tempo per conoscerci, non carichiamoci di troppe aspettative fin dall’inizio, fermo restando l’entusiasmo che ci vuole quando si inizia un nuovo progetto».

Il dimezzamento delle retrocessioni dovrebbe aiutare a vivere un’annata tranquilla.
«Sì, ma non fidiamoci troppo. Puntiamo a ottenere il massimo delle nostre potenzialità, poi casomai si cambiano gli obiettivi a stagione in corso», avverte Piccinelli.

In attesa dell’ultimo tassello di mercato, una lunga, il “colpo” è l’arrivo di Mara Invernizzi da Como: ma saprà riadattarsi a leader dopo anni da comprimaria in A1?
«L’ho sentita motivata e contenta: nelle ultime stagioni si è dovuta sacrificare, ora potrà esprimersi al massimo. Lei è una persona solare dentro e fuori dal campo. Ci può dare tanto anche senza bisogno di segnare 20 punti a partita. Tatticamente, in A2 la vedo come un’esterna poliedrica, in grado di agire anche più vicino a canestro».

Quali saranno quindi le caratteristiche della nuova Biassono?
«A me piace sempre giocare a viso aperto, con la giusta sfacciataggine. Correre tanto e difendere forte, per fare in modo che l’atipicità e la mancanza di ruoli definiti, soprattutto nel settore-lunghe, diventino un vantaggio, valorizzando la versatilità, anziché un difetto. Insomma, voglio una stagione di corsa, dal primo giorno all’ultimo: mettersi in discussione tutti e saper rischiare».


Edited by meursault - 28/8/2009, 00:56

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Magic Johnson vs Larry Bird, anni '80 - Nikos Galis e la Grecia campioni d'Europa 1987 - Larry Bird vs Dominique Wilkins, semifinali di Conference 1988 - Drazen Petrovic 62 punti nella finale di Coppa delle Coppe 1989 - Christian Laettner, "the shot" contro Kentucky, finali Regionals 1992 - Il Dream Team alle Olimpiadi di Barcellona 1992 - Hakeem Olajuwon devasta David Robinson, finali di Conference 1995 - Jugoslavia-Lituania, la finale psicodramma, Europei 1995- Dejan Bodiroga tiro da scudetto per Milano, finale 1996 - Sasha Danilovic gioco da 4 punti, finale scudetto 1998 - Maicool Geffriii Jordaaaan! , finali Nba 1998 - I Lakers da -15 contro Portland, gara-7 finali di Conference 2000 - Vince Carter sopra Frédéric Weis, Olimpiadi di Sydney 2000 - Big Shot Horry allo scadere contro i Kings 2002 - Tracy McGrady 13 punti in 35 secondi 2004 - "Balto agori mou": la tripla di Diamantidis, semifinale Euro 2005 - Il Redeem Team riporta a casa l'oro olimpico, 2008 - LeBron James e Kobe Bryant, miracoli sulla sirena, maggio-dicembre 2009 - I tifosi greci quando cantano - Masha Maiorano al torneo di Binzago
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CITAZIONE (meursault @ 12/8/2009, 15:20)
Considerazioni superficiali nostre: indubbiamente è una giocatrice di valore assoluto, ha vinto 3 medaglie europee, giocato Olimpiadi e Mondiali, vinto la Fiba Cup o come diavolo si chiama, ecc. ecc.: se è a posto fisicamente e le viene data la bacchetta del comando non c’è motivo per cui non dovrebbe rendere, gli unici problemi sono appunto il fatto di venire dopo Penicheiro, ovvero “il miglior play del mondo” come veniva definita dal Geas, quindi se ciò è vero è giocoforza che nel cambio ci si perde; e poi che sebbene sia stata definita come una che ha più punti nelle mani rispetto a Penicheiro, e quindi può giocare da guardia a fianco di Arturi meglio di come funzionasse Ticha, francamente le sue cifre degli ultimi anni non paiono supportare ciò. Il difetto del Geas dei pochi punti nella posizione di guardia, e difesa difficoltosa sulle americane dai garretti di caucciù, rischia di rimanere irrisolto. :unsure: Ovviamente stiamo parlando nell’ottica di un obiettivo ambizioso come quello che Roberto Galli ha delineato nella medesima conferenza stampa (ovvero confermare e possibilmente migliorare il piazzamento dell’anno scorso).

Martinez se sta bene è una giocatrice super, è una giocatrice molto concreta a differenza di Penicheiro che predilige magari dare un po' di spettacolo.
Può sicuramente giocare guardia perchè il fisico ce l'ha ampiamente, però deve stare bene non come a Schio lo scorso anno.
In attacco ha punti nelle mani ma rispetto a Penicheiro ha meno senso dell'assist e quindi sarà più dura per le altre avere tiri liberi ma possono rimediare con il gioco, in difesa è nettamente meglio di Penicheiro e immagino che Galli utilizzarà di più la uomo con un mastino come Martinez.
Per sapere se il Geas ci ha guadagnato o perso i punti sono due, per prima cosa se ha recuparato al 100%, poi se funzionerà la nuova struttura del Geas gioco-forza diversa, ma su questo ho meno dubbi.
 
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CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 15:34)
Martinez se sta bene è una giocatrice super, è una giocatrice molto concreta a differenza di Penicheiro che predilige magari dare un po' di spettacolo.
Può sicuramente giocare guardia perchè il fisico ce l'ha ampiamente, però deve stare bene non come a Schio lo scorso anno.
In attacco ha punti nelle mani ma rispetto a Penicheiro ha meno senso dell'assist e quindi sarà più dura per le altre avere tiri liberi ma possono rimediare con il gioco, in difesa è nettamente meglio di Penicheiro e immagino che Galli utilizzarà di più la uomo con un mastino come Martinez.
Per sapere se il Geas ci ha guadagnato o perso i punti sono due, per prima cosa se ha recuparato al 100%, poi se funzionerà la nuova struttura del Geas gioco-forza diversa, ma su questo ho meno dubbi.

Condivido sulla difesa, sono più scettico sui "punti nelle mani" perché non trovo cifre che lo attestino: ho guardato le sue statistiche internazionali, l'ultima volta che ha viaggiato in doppia cifra (12 e qualcosa) è stato nel 2004/05 a Salamanca. Poi sempre pochi punti a partita sia coi club che con la nazionale. Oh, poi magari al Geas li fa. Ma non mi pare si possa darlo per sicuro.

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CITAZIONE (meursault @ 13/8/2009, 15:45)
CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 15:34)
Martinez se sta bene è una giocatrice super, è una giocatrice molto concreta a differenza di Penicheiro che predilige magari dare un po' di spettacolo.
Può sicuramente giocare guardia perchè il fisico ce l'ha ampiamente, però deve stare bene non come a Schio lo scorso anno.
In attacco ha punti nelle mani ma rispetto a Penicheiro ha meno senso dell'assist e quindi sarà più dura per le altre avere tiri liberi ma possono rimediare con il gioco, in difesa è nettamente meglio di Penicheiro e immagino che Galli utilizzarà di più la uomo con un mastino come Martinez.
Per sapere se il Geas ci ha guadagnato o perso i punti sono due, per prima cosa se ha recuparato al 100%, poi se funzionerà la nuova struttura del Geas gioco-forza diversa, ma su questo ho meno dubbi.

Condivido sulla difesa, sono più scettico sui "punti nelle mani" perché non trovo cifre che lo attestino: ho guardato le sue statistiche internazionali, l'ultima volta che ha viaggiato in doppia cifra (12 e qualcosa) è stato nel 2004/05 a Salamanca. Poi sempre pochi punti a partita sia coi club che con la nazionale. Oh, poi magari al Geas li fa. Ma non mi pare si possa darlo per sicuro.

Ma invece di guardare le statistiche così come sono prova a leggerle.
Guarda i roster in cui ha giocato Martinez e poi ti sei risposto perchè non ha segnato molto.....semplice, doveva far segnare le altre.

Martinez è una buona attaccante, ha un buon tiro dalla distanza, bene nell'arresto e tiro e può sfruttare il fisico contro quasi tutti gli altri play portandoli vicino a canestro.
 
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CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 16:19)
Ma invece di guardare le statistiche così come sono prova a leggerle.
Guarda i roster in cui ha giocato Martinez e poi ti sei risposto perchè non ha segnato molto.....semplice, doveva far segnare le altre.

Martinez è una buona attaccante, ha un buon tiro dalla distanza, bene nell'arresto e tiro e può sfruttare il fisico contro quasi tutti gli altri play portandoli vicino a canestro.

D'accordo che non ha segnato perché doveva far segnare le altre, il che non mi sembra male per un play; ma che prova abbiamo allora che abbia tanti punti nelle mani? Avere un buon tiro dalla distanza (da 2, però: da 3 non mi pare) non significa necessariamente saper tenere una media punti elevata. Sullo spalle a canestro, può darsi, ma non è un gigante, è 1,74 anche se ben fisicata.

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CITAZIONE (meursault @ 13/8/2009, 17:24)
CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 16:19)
Ma invece di guardare le statistiche così come sono prova a leggerle.
Guarda i roster in cui ha giocato Martinez e poi ti sei risposto perchè non ha segnato molto.....semplice, doveva far segnare le altre.

Martinez è una buona attaccante, ha un buon tiro dalla distanza, bene nell'arresto e tiro e può sfruttare il fisico contro quasi tutti gli altri play portandoli vicino a canestro.

D'accordo che non ha segnato perché doveva far segnare le altre, il che non mi sembra male per un play; ma che prova abbiamo allora che abbia tanti punti nelle mani? Avere un buon tiro dalla distanza (da 2, però: da 3 non mi pare) non significa necessariamente saper tenere una media punti elevata. Sullo spalle a canestro, può darsi, ma non è un gigante, è 1,74 anche se ben fisicata.

Non la puoi valutare solo con i numeri, va vista giocare, vanno viste le sue qualità.

Quando hai le qualità e le sai usare, come per Martinez, la media punti dipende dal sistema di gioco e dai tiri che prendi.
Per questo concordo con Galli che ti dice che Martinez ha più punti nelle mani di Penicheiro.
 
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CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 18:42)
CITAZIONE (meursault @ 13/8/2009, 17:24)
D'accordo che non ha segnato perché doveva far segnare le altre, il che non mi sembra male per un play; ma che prova abbiamo allora che abbia tanti punti nelle mani? Avere un buon tiro dalla distanza (da 2, però: da 3 non mi pare) non significa necessariamente saper tenere una media punti elevata. Sullo spalle a canestro, può darsi, ma non è un gigante, è 1,74 anche se ben fisicata.

Non la puoi valutare solo con i numeri, va vista giocare, vanno viste le sue qualità.

Quando hai le qualità e le sai usare, come per Martinez, la media punti dipende dal sistema di gioco e dai tiri che prendi.
Per questo concordo con Galli che ti dice che Martinez ha più punti nelle mani di Penicheiro.

Paragone assurdo, io personalmente Ticha non la cambierei con Martinez, basta vedere come ha giocato a Schio, palle perse a quantità, niente tiro da tre e punti nelle mani non ne ha mai avuto. poi gioca sempre di fretta, non rapidità, di fretta.
 
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CITAZIONE (SkySurferN4 @ 13/8/2009, 18:42)
Non la puoi valutare solo con i numeri, va vista giocare, vanno viste le sue qualità.

Quando hai le qualità e le sai usare, come per Martinez, la media punti dipende dal sistema di gioco e dai tiri che prendi.
Per questo concordo con Galli che ti dice che Martinez ha più punti nelle mani di Penicheiro.

Non lo so, mi sembrano discorsi teorici, non oggettivi, mentre i numeri sono fatti. Anche se giustamente vanno interpretati.
Comunque Penicheiro l'anno scorso ha fatto 11,7 punti di media. Se Martinez sta intorno a questa cifra è già buono.

Per il resto, forse Nikolo esagera in negativo come tu in positivo, ma è logico che se Penicheiro è il miglior play del mondo o giù di lì, con Martinez si ha qualcosa in meno, individualmente parlando. Se la squadra poi andrà meglio o peggio non lo so. Il mio rilievo partiva dal fatto che non sono convinto dell'utilizzabilità di Martinez come guardia. Mi sembra un play puro, non quell'"1-2" che il Geas inizialmente inseguiva. Ma aspettiamo con curiosità la stagione per valutare. Purtroppo a Schio è stata quasi ingiudicabile. Magari se riesco ripesco la registrazione di Spagna-Italia agli Europei 2007.

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Quando hai le qualità e le sai usare, come per Martinez, la media punti dipende dal sistema di gioco e dai tiri che prendi.
Per questo concordo con Galli che ti dice che Martinez ha più punti nelle mani di Penicheiro.

Non lo so, mi sembrano discorsi teorici, non oggettivi, mentre i numeri sono fatti. Anche se giustamente vanno interpretati.
Comunque Penicheiro l'anno scorso ha fatto 11,7 punti di media. Se Martinez sta intorno a questa cifra è già buono.

Per il resto, forse Nikolo esagera in negativo come tu in positivo, ma è logico che se Penicheiro è il miglior play del mondo o giù di lì, con Martinez si ha qualcosa in meno, individualmente parlando. Se la squadra poi andrà meglio o peggio non lo so. Il mio rilievo partiva dal fatto che non sono convinto dell'utilizzabilità di Martinez come guardia. Mi sembra un play puro, non quell'"1-2" che il Geas inizialmente inseguiva. Ma aspettiamo con curiosità la stagione per valutare. Purtroppo a Schio è stata quasi ingiudicabile. Magari se riesco ripesco la registrazione di Spagna-Italia agli Europei 2007.

E' riduttivo dire che ha fatto 11,7 punti a partita...............secondo me senza di lei sara' difficile veder segnare Frantini e sicuramente Crippa avra' meno tiri puliti con i piedi per terra.Diciamo che era fondamentale ( insieme a Tillis ).
 
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16846 replies since 28/10/2004, 19:15
 
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